Strada

Sabato il Memorial Beppe Barbero: un week tricolore per tutta la famiglia

Pessione (foto archivio 2016)

Pessione (Torino) – Un week end all’insegna del ciclismo amatoriale e dell’opportunità di scoprire le due stelle polari che tracciano le coordinate della storia piemontese e di quella terra permeabile attraversata nei secoli da eserciti, pellegrini, mercanti che è la provincia di Torino: la Sacra di San Michele a Ovest, posata sul monte Pirchiriano uno sperone roccioso appartenente al gruppo del Rocciavré nelle Alpi Cozie (alt. 962 metri s.l.m.) e la Basilica di Superga voluta da Vittorio Amedeo II posata sull’omonimo colle ad Est. A cui si aggiunge l’Astigiano, famoso nel mondo per i suoi vini, ma che merita di essere conosciuto anche per la sua storia, per l’arte e le tradizioni che ritornano puntuali nei grandi eventi di settembre o in tutte le manifestazioni che animano i tanti piccoli, ma vivacissimi, comuni del territorio.

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Questo il contesto in cui si svolgerà, Sabato 10 Settembre, il Memorial Beppe Barbero valido quale prova unica per l’assegnazione del campionato nazionale strada 2° serie C.S.A.In organizzato dalla A.P.D. Pessionese. I partecipanti, la manifestazione è aperta ai ciclisti tesserati con gli enti della Consulta mentre il titolo verrà assegnato al ciclista tesserato C.S.A.In che conquista il miglior piazzamento o successo nelle classifiche per categoria, pedaleranno lungo un tracciato di 71 chilometri.

Pessionese

La manifestazione, oltre ad un’avvincente momento agonistico, offre agli appassionati delle due ruote l’opportunità di scoprire territori che hanno segnato la storia della nostra nazione come Torino, capitale del regno dei Savoia e capitale del Regno d’Italia dal 1861 al 1864.

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Adagiata fra pianura e collina e circondata dalle Alpi, Torino è una delle più belle città d’Italia e uno dei poli economici più importanti del paese. Cuore, per secoli, del Regno dei Savoia, Torino è stata teatro e centro propulsore dell’Unità nazionale, oltreché prima Capitale del Regno d’Italia. Una visita a Torino e dintorni, alla scoperta delle splendide Residenze Reali che i Savoia fecero costruire fra il XVII e il XVIII secolo, significa fare un salto nella storia fra centri di potere, castelli dedicati alla caccia, luoghi di villeggiatura e vita di corte: un complesso di architettura monumentale che i Savoia, instancabili costruttori, vollero come simbolo del proprio potere assoluto. Nel 1997 l’UNESCO ha inserito nel World Heritage List 14 di queste magnifiche residenze reali, situate a Torino e in Piemonte. Nel 1572, quando divenne capitale del Ducato di Savoia, Torino era ancora una città medievale. Il vasto programma di costruzioni, lanciato da Emanuele Filiberto e proseguito dai suoi successori, diede un volto nuovo alla città, che divenne un’importante metropoli con forti contatti con le corti reali di tutta Europa. Intorno a piazza Castello era situata la cosiddetta “area di comando” coi palazzi più importanti, strettamente collegati alle residenze e splendide ville lontane dal centro città, alcune delle quali formano, per la loro bellezza, la cosiddetta “corona delle delizie“.

Luogo simbolo del potere dei Savoia, nel cuore di Torino, il Palazzo Reale fu progettato dal Castellamonte, con la sua facciata seicentesca e gli ambienti interni riccamente decorati. Poco distante Palazzo Madama deve il suo nome alle Madame Reali Cristina di Francia e Maria Giovanna Battista di Savoia-Nemours, che promossero la costruzione dello scalone e dell’elegante facciata, opera di Filippo Juvarra. C’è poi il barocco , dove nacquero Carlo Alberto e Vittorio Emanuele II e che fu sede del primo Parlamento italiano. Lungo le sponde del Po è possibile visitare il Castello del Valentino, dallo stile spiccatamente francese, oggi sede universitaria. Arroccata su una collina da cui guarda tutta la città, c’è poi la Villa della Regina, con i suoi dipinti del Seicento e del Settecento, gli arredi originali d’epoca e l’enorme giardino.

Parte della “corona della delizie” sono il Castello di Rivoli, nato come roccaforte militare e oggi sede del Museo di Arte Contemporanea e la Reggia di Venaria, ex residenza di caccia, da molti definita la “Versailles” sabauda, dove è possibile visitare il Salone di Diana, la Galleria Grande, la Cappella di Sant’Uberto e i monumentali giardini. Poco lontano c’è il Borgo Castello de La Mandria, zona che oggi ospita un grande parco naturale. Non sono da meno la Palazzina di caccia di Stupinigi, progettata da Filippo Juvarra sul modello mittleuropeo, che fu luogo di feste e sfarzi e residenza di Napoleone a inizio Ottocento, e il Castello di Moncalieri, una delle più antiche residenze, costruito nel Medioevo a scopi difensivi e convertito a vita di corte dai Savoia.

Completano il quadro splendidi luoghi di villeggiatura: il Castello di Agliè, in provincia di Torino, con le sue trecento stanze riccamente decorate; il Castello di Racconigi, in provincia di Cuneo, con il suo parco di grande interesse naturalistico; il Castello di Govone (CN), che fu residenza estiva dei Savoia e che conserva, fra le sue particolarità, il giardino settecentesco e i trompe-l’oeil di ispirazione mitologica del Salone d’onore e, infine, la Tenuta di Pollenzo (CN), in stile neogotico, che fu luogo di produzione di vini.

Monumento a Camillo Cavour Piazza C. Emanuele

Chieri. Colori caldi e accoglienti, contorni morbidi e flessuosi, tratti armonici e naturali sono solo alcune caratteristiche del paesaggio collinare su cui sorge la cittadina di Chieri. Una città che ha saputo modulare la sua ricchezza culturale, storica e architettonica sotto molteplici aspetti.
Situata nel tratto d’unione tra Torino e il Monferrato, è caratterizzata da un impianto urbanistico, espressione odierna di un passato glorioso, sviluppatosi grazie alla presenza di una facoltosa e potente classe mercantile. Molti i monumenti da visitare a Chieri. L’Arco Trionfale sito in piazza Umberto I (piazza delle Erbe) fu eretto, al posto di un altro provvisorio costruito nel 1580, in onore del Duca Carlo Emanuele I di Savoia e della moglie Caterina d’Asburgo, figlia di Filippo II Re di Spagna. Ghetto Ebraico, gruppo di edifici costituisce un motivo di forte interesse culturale perché si tratta di dimore signorili dei secoli XIV-XV, in una delle quali fu alloggiato con il seguito il re di Francia Carlo VIII di Valois nel 1494 e nel 1495, durante la sua avventurosa spedizione militare in Italia. Duomo il cui interno a tre navate è un eccezionale scrigno di opere d’arte dal Medioevo al Novecento. Si segnalano la cappella della Beata Vergine delle Grazie, con statua del 1637 dello scultore Botto e architettura di Bernardo Vittone (1757); la cappella dei Turinetti, ricca di stucchi, la cappella del Crocifisso e del Corpus Domini, con grandi teleri seicenteschi.

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 Becchi. Su questa collina (oggi nota come «Colle Don Bosco») nella borgata Becchi, in frazione Morialdo e comune di Castelnuovo (AT), il 16 agosto 1815 è nato san Giovanni Bosco. Visitare questi luoghi vuol dire riscoprire le origini della straordinaria personalità di Don Bosco e della sua opera diffusa in tutto il mondo.

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