Granfondo

La nuova sfida di Stefano Cecchini

Ancona – «La Copparo mi seguiva da oltre un anno e ho mantenuto la promessa di sposare il suo progetto. Mi ha colpito il corteggiamento di Raffaele Consolani e Teodoro Gaudenzi, che mi hanno presentato una realtà molto interessante, oltre alle belle parole di Giampaolo Busbani, ciclista di cui ho il massimo rispetto che mi ha telefonato tanto nei mesi scorsi per convincermi». Descrive così il matrimonio sancito con l’ambiziosa Cicli Copparo il nuovo arrivato Stefano Cecchini, classe 1978, che ha arricchito insieme a Fabio Virgili e Guido Dracone un roster di primo piano, destinato a macinare vittorie nella stagione ai nastri di partenza.

Cecchini, lo sai che gli addetti ai lavori ti considerano un personaggio?

«Forse perché ho 22mila seguaci su Instagram e perché ho trionfato in passato all’Oetztaler, due volte alla Sportful, alla Charly Gaul e alla Maratona delle Dolomiti, le quattro corse più importanti che nessun atleta in attività ha vinto tutte insieme. Io però non mi ritengo un fuoriclasse, ma solo uno che ha tanta passione per il ciclismo e cerca di dare il massimo in ogni gara che affronta».

Come è nata l’idea di montare in sella?

«L’amore mi è stato tramandato dalla famiglia, ho seguito da tifoso tante gare professionistiche, ma mi sono dedicato all’attività amatoriale solo cinque anni fa. Prima facevo il cicloturista praticando pure sci e corsa a piedi, ma sempre a livello di hobby».

Quante ore dedichi agli allenamenti?

«Circa venticinque alla settimana per una media di quattro al giorno. Non è semplice conciliare il lavoro con lo sport ma grazie alla famiglia che asseconda le mie esigenze trovo il tempo per fare tutto. Mi diverte e mi rilassa andare in bicicletta e i 41 anni non mi pesano: quando diventerà uno stress abbandonerò».

Come è andata la scorsa stagione?

«Ho vinto la Marcialonga e la Gran fondo Liotto, sono arrivato secondo alla Charly Gau e alla Gimondi. Negli ultimi anni mi sono regalato belle soddisfazioni, mi manca solo la Nove Colli».

Quale trionfo ti ha trasmesso la gioia maggiore?

«La Sportful perché la ritengo la più bella e la più emozionante. Ne ho conquistate due, ma non nego l’ambizione di ripetermi».

Quale obiettivo ti poni per l’imminente stagione?

«Voglio aiutare la Cicli Copparo ad aggiudicarsi più corse possibili, a partire dalla Nove Colli che è adatta alle caratteristiche di Federico Pozzetto. Sono uno scalatore e nelle gare che più mi si addicono vorrei dire la mia, consapevole di essere forte e al tempo stesso di avere 41 anni: ogni stagione ci si confronta con rivali sempre più forti».

Chi ti dà forza e stimoli per inseguire successi di prestigio?

«Mia moglie e i miei tre figli. Senza di loro non avrei mai potuto ottenere certi risultati».

Ti senti la star della Copparo?

«Assolutamente no. Sono appena arrivato ed entrerò in punta di piedi nella nuova squadra con l’obiettivo di ripagare la fiducia del presidente Consolani, bravissima persona con la quale ho subito stabilito un feeling notevole. Mi piace l’idea di ciclismo e l’organizzazione della società, a partire da Francesca Pacetti che si occupa di tutta la parte burocratica proseguendo con Giant che ci mette a disposizione biciclette eccellenti e con Rosti che ci fornisce materiale di qualità. Coccolano noi ciclisti come i professionisti e ci fanno sentire importanti. Conosco i miei nuovi compagni e sono convinto che faremo grandi cose».

Quando è fissato l’esordio stagionale?

«Domenica a Loano. Proverò subito a far bene».

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