Strada

Il ruggito di Giampaolo Busbani

Ancona – Fino al 2009 è stato un calciatore, avendo militato in Prima e Seconda Categoria e indossato le maglie di Montefano, Castelbellino, Staffolo e Victoria Strada. Appese le scarpette al chiodo si è dedicato a tempo pieno al ciclismo, collezionando vittorie in serie: nella stagione appena terminata si è imposto ad Ancona, Bologna, Milano e Varese e si è piazzato al secondo posto al Mondiale a cronometro. Stiamo parlando di Giampaolo Busbani, 45 anni, ciclista di spicco della Cicli Copparo che ha mandato in archivio un 2018 ricco di soddisfazioni.

  • Come è nata la sua passione per il ciclismo?

«L’ho sempre coltivata, anche se da giovane ho dato priorità al calcio. Dal 2004 ho svolto entrambi gli sport e da nove anni vado solo in bicicletta».

  • Quante ore si allena al giorno?

«Monto in sella almeno quattro volte a settimana per una media di quattro ore quotidiane. In passato ho avuto la fortuna anche di allenarmi insieme a Michele Scarponi, la cui morte ha lasciato un segno profondo in me non solo dal punto di vista del campione ma soprattutto dal lato umano».

  • Da quanto tempo milita nella Cicli Copparo?

«Dal 2017. Ho iniziato con la Rimini Mobili di Appignano, poi diventata Giuliodori, fino a quando ho deciso di trasferirmi per essere maggiormente competitivo. Col senno del poi dico che se avessi effettuato prima questa scelta probabilmente mi sarei tolto più soddisfazioni nel periodo in cui ero nel pieno della forma».

  • Come si trova alla Copparo?

«La considero una grande famiglia. Merito di Raffaele Consolani e Teodoro Gaudenzi che hanno dato un’identità precisa al team e uno spirito di appartenenza a tutti i corridori. Porto sempre l’esempio della Leopardiana a Recanati di qualche mese fa, vinta da Pozzetto grazie al lavoro del collettivo. Ho ottimi rapporti con gli altri componenti del club, specie con Gioia Chiodi, Andrea Antoni, Valentino Spaccia e Francesco Faggi, che si allenano con me e mi chiamano il capitano della Vallesina».

  • Quale vittoria della stagione appena conclusa le ha regalato la gioia più grande?

«Il trionfo alla Dieci Colli di Bologna, una delle gare più importanti per la difficoltà della corsa e la presenza di corridori di assoluto livello».

  • E la delusione maggiore?

«Il secondo posto al Mondiale a cronometro di Varese. Ero sicuro di vincere nella mia categoria M5 e invece non è stato sufficiente il quarto tempo assoluto per alzare le mani al cielo. Forse ho pagato la bicicletta non troppo competitiva, ma per il prossimo anno mi sono attrezzato con una eccellente».

  • Obiettivi per il futuro?

«Aggiudicarmi il Mondiale che rimane il mio sogno. Darò tutto per riuscirci».

 

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